Il progetto


Il progetto costituisce la seconda fase del laboratorio E-waste. Il laboratorio E-waste nasce nel 2012 dalla collaborazione fra Politecnico di Milano, Consorzio Remedia, AMSA, STENA Technoworld e con il patrocinio della Regione Lombardia, con l’obiettivo considerare il riciclo un’opportunità di sviluppo per il Paese e un mezzo per ridurre il rischio di approvvigionamento di Materie Prime considerate strategiche per importanti settori manifatturieri. Tale approccio, noto come “urban mining (miniera urbana)”, si avvale della messa a punto di “Best Practices” per raccolta, trasporto, riciclo e recupero di metalli preziosi e terre rare da rifiuti elettrici/elettronici (noti con gli acronimi E-waste, WEEE o RAEE), così da trasformare il rifiuto in un prodotto a valore economico, minimizzando nel contempo gli impatti ambientali.

Attraverso un partenariato che vede il coinvolgimento di due grandi imprese (AMSA e STENA), di una media impresa (Consorzio Remedia), di tre PMI (SEVAL, TECNOCHMIICA, GASER), due organismi di ricerca (Politecnico di Milano e Cefriel) e due pubbliche amministrazioni (il Comune di Milano e il Comune di San Donato Milanese), il progetto si è posto l’obiettivo primario di rafforzare e ottimizzare l’intera filiera del riciclo di piccoli RAEE al fine di recuperare da essi terre rare e metalli preziosi attraverso un progetto pilota a basso impatto sul territorio.

All’interno di questo grande obiettivo possono essere enucleati obiettivi più specifici, in linea con le direttive Europee, che comprendono la riduzione della dipendenza di approvvigionamento di materie prime strategiche (nello specifico terre rare e metalli preziosi) per il settore manifatturiero dei Paesi appartenenti alla Comunità.

Ad oggi esistono diverse tecnologie operanti per il recupero di metalli preziosi e terre rare da RAEE, che però, o non sono risolutive, o sono energeticamente costose, o richiedono apparecchiature e tecnologie troppo sofisticate o di dimensioni notevoli per poter essere gestite da imprese medio-piccole. Lo sviluppo di un processo di recupero che consenta di superare tali limitazioni è un obiettivo che il progetto si è posto.

Considerando in aggiunta il momento di difficoltà commerciale e di riduzione dei margini economici aziendali, si è ritenuto strategico creare nuovi modelli di business che valorizzino le realtà produttive già esistenti e che supportino la riconversione verso business economicamente più sostenibili per le nostre PMI. Infine, tale sistema non aggiunge nuove perturbazioni sul territorio essendo basato sulla riconversione di impianti produttivi già esistenti.